L’immobile rappresenta sempre più un investimento sicuro, a lungo termine e dalle enormi garanzie. Ecco perché sempre più persone si affidano ad un investimento a reddito, che se operato nel modo corretto, presenta enormi vantaggi per l’investitore.
Il guadagno netto, investendo in immobili è decisamente alto e con limitato margine di rischio. Questo fattore è fondamentale, specialmente se paragonato col più rischioso mercato finanziario classico che non è in grado di garantire la stessa solidità.
Un investimento mirato nel settore immobiliare a reddito garantisce un’entrata costante nel tempo, a maggior ragione se si investe nel settore residenziale, dove sussiste l’opportunità di trarre un profitto immediato ed avere, al contempo un immobile di proprietà su cui contare per il futuro.
Per eseguire un ottimo investimento immobiliare a reddito è sempre bene agire in maniera ponderata e cauta, affidandosi ad esperti del settore, come ad esempio i professionisti di “Si investimenti immobiliari”, che guideranno l’investitore, passo dopo passo, durante l’intera operazione.
Analisi dei vantaggi e dei rischi
Il vantaggio più importante è senza dubbio quello di avere un immobile di proprietà ed al tempo stesso una rendita sicura proveniente dallo stesso: comprare una casa, per metterla poi a reddito, si traduce nel concreto in guadagni certi sul canone di locazione.
Quest’aspetto è di fondamentale importanza, in quanto il metodo dell’investimento a reddito permette a chi lo esegue di avere subito un’entrata extra dall’inquilino con un ritorno del denaro investito per comprare l’immobile che va a coprire man mano tutte le spese sostenute.
Inoltre si è possessore a tutti gli effetti dell’immobile, con il vantaggio all’occorrenza di poterlo rivendere in futuro o semplicemente utilizzarlo come dimora vera e propria (in base alla propria necessità).
Il target dei guadagni è discretamente alto. Mettendo a reddito un capitale, questo si trasforma in un vero e proprio bene fisico di proprietà da cui trarre profitto, anche con percentuali elevate. Si passa da una media del 5 o 7 % annuo grazie alla locazione, fino ad arrivare ad un rendimento del 10 % per quanto riguarda gli affitti brevi.
La vera forza dell’investimento immobiliare a reddito è proprio questa, riuscire ad avere una doppia fonte di guadagno, sia dal canone di locazione mensile che dalla proprietà vera e propria, intesa sotto l’aspetto di bene rifugio.
Ci sono però delle fonti di rischio di cui tenere conto necessariamente:
– innanzitutto il mercato immobiliare e le domande di affitto. Qualora la richiesta del tipo di immobile da mettere a reddito venisse a calare, ci si ritrova con un immobile vuoto che non genera reddito, ma che continua ad essere fonte di spesa (vedi IMU e manutenzioni);
– a proposito di manutenzioni, un immobile datato (ad esempio al centro) può richiedere un numero di interventi più elevato e di più alto costo (si pensi ad esempio alle facciate dei palazzi di fine ‘800 del centro di Roma, che richiedono trattamenti speciali e regolati dai Beni Culturali).
– il rischio di imbattersi in inquilini che, per motivi diversi, dovessero smettere di saldare regolarmente il dovuto.
Analisi delle agevolazioni fiscali
Un vero e proprio incentivo all’acquisto di un immobile adatto ad un investimento a reddito è rappresentato dai vantaggi fiscali messi a disposizione dallo Stato Italiano, ma solamente per quanto concerne gli immobili residenziali.
Per gli immobili a reddito difatti valgono gli sgravi fiscali messi a disposizione al fine di una futura messa in locazione del bene immobiliare a titolo residenziale.
Nello specifico l’agevolazione per chi acquista un immobile da investimento è rappresentata dalla cosiddetta cedolare secca.
La cedolare secca altro non è che un regime fiscale opzionale, ossia a scelta del proprietario dell’immobile, che avrà la possibilità appunto di far tassare l’intero reddito in derivazione dall’affitto dell’immobile stesso. La percentuale dell’aliquota fissa ammonta al 10% quando si sia optato per il canone concordato, mentre sale al 21% se il canone viene scelto liberamente tra le due parti.
Questo sta a significare che la cedolare secca rappresenta una vera e propria tassazione a parte rispetto alla classica tassazione IRPEF, che di norma basa il suo funzionamento su aliquote a scaglioni per la tassazione progressiva dei redditi.
Il vero vantaggio della cedolare secca è rappresentato dalla possibilità per il proprietario dell’immobile di essere tassato differentemente rispetto agli suoi altri oneri fiscali dovuti, di essere sottoposto ad una tassazione ad aliquota fissa.
Questo regime agevolato si traduce in un vero e proprio vantaggio anche per l’affittuario, che grazie alla riduzione delle imposte generali, potrà godere di un canone di affitto minore se raffrontato ad un canone classico senza agevolazione fiscale.
Si può usufruire di un’aliquota sostitutiva unica agevolata, in grado di incorporare l’IRPEF e tutte le sue relative addizionali, come l’imposta di registro di contratto, di registro locazione e l’imposta di bollo.







